Ieri sera ero in un centro commerciale, e sono entrata in un negozio di abbigliamento con Timotea. Eravamo nel camerino insieme, perchè gli altri erano tutti occupati, e già in quel caso stavamo violando la legge.
Ieri, inoltre, io e le commesse, non andavamo per niente d’accordo, o loro erano scocciate perchè con la crisi lo stipedio non è più quello di una volta o ero io. Infatti, non riuscivo a trovare il posto di alcune magliette, e ho chiesto a una commessa:
-Scusi, posso poggiare questa roba qua? Non ricordo più da dove l’ho presa.
-Ehhhhh poggia…
Ho poggiato e sono andata via, e ho sentito l’altra sua collega:
-Hi tanto, se le dicevi di no, chissà dove l’avrebbe poggiate!
A questo punto io mi chiedo, se sono pagate solo per stare fuori dai camerini e farti le fatidiche domande: ha trovato qualcosa dentro? Tutta la roba che ha è sua?
Infatti, mentre misuravo una maglietta ho sentito:
-SCUSI SCUSI, ha trovato roba non sua dentro il camerino?
Bhè mi sembra una cosa ovvia che metre uno sta facendo i propri fatti in un camerino, che queste piattole si avventino su di te per chiederti se c’era roba, bhè certo è una cosa di primaria importanza.!
Va bè, dopo aver fatto tutti gli acquisti necessari, abbiamo deciso di cambiare negozio, alla ricerca di commesse più gentili. E devo dire che siamo state molto sfortunate.
terabytespinosi Dice:
on Giugno 22, 2009 at 10:00 am
Guarda, non capita solo alle ragazze; anche nei negozi di roba da uomo è lo stesso e quando chiedi se per favore ti possono dare una mano a piegare/posare/misurare qualcosa lo fanno sempre con un aria da “lo faccio solo perchè mi pagano per farlo”. Ho capito che non sono un adone bello da vedere palestrato e muscoloso, però sto dando dei soldi al tuo datore di lavoro, dovresti essere contenta/o.
mila Dice:
on Luglio 22, 2009 at 7:58 pm
Non posso fare a meno d’intervenire.
Io faccio come dici tu la “piattola” da 26 lunghi anni e ti garantisco che se tu provi ad elevare all’ennesima potenza le “liceali stressate” come ti definisci tu, e a moltiplicarle per un’esercito di
“Smemorate di Collegno” che “pascolano”, questo lo dico io mettendo a soqquadro tutto il negozio, tutti i giorni ininterrottamente, bè, credimi che la pazienza la perdi sai, eccome!
Mila.